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Instervista ai Boxes

Music Alive | Maggio 15, 2018

1)Ciao ragazzi, raccontate ai nostri lettori come avete iniziato il vostro percorso musicale.

Ci chiamiamo Boxes e siamo una band formata da 4 elementi: alla voce Paolo Brandani,  alla chitarra Francesco Pucci, al basso Mirko Catalano, alla batteria Francesco Corsi. La band nasce nell’inverno del 2013 da un idea di Francesco Pucci. La formazione inizialmente era diversa, Mirko Catalano e Francesco Corsi sono entrati successivamente nel 2016. Lo scopo di questo progetto è stato subito quello di creare brani inediti in inglese. Essendo una formazione di musicisti che avevano tutti suonato in svariate formazioni, l’ idea era quella di mettere insieme le nostre esperienze per creare un prodotto nuovo, valido professionalmente, con brani che spaziassero su generi musicali diversi. Nel Dicembre 2014 abbiamo finito di registrare il nostro primo album “Boxes” e l’ 8 Aprile 2015 è stato promosso dall’etichetta indipendente (R)esisto. Il brano scelto per il singolo è I’ll Take You There di cui esiste anche un video su Youtube.  All’ inizio del 2016 la band si scioglie e riprende a fine anno con la formazione attuale. Il 24 Aprile 2018 sempre con l’ etichetta (R)esisto esce un nuovo singolo “I’m Just Looking At” che anticipa il secondo lavoro della band, un EP di 6 brani in uscita l’ 11 Maggio dal titolo “Swinging In Nothing”.

2) I vostri brani da cosa nascono e come li sviluppate ?       

Tutti i brani sono scritti da Francesco Pucci (Chitarra), Testo e musica. La canzone però una volta mostrata alla band viene comunque tutta rielaborata e arrangiata insieme in sala prove dove ogni elemento dice la sua e quindi caratterizza successivamente il risultato finale. I brani parlano del nostro tempo, delle nostre ansie, della paura di crescere, ma anche di speranza e di una visione più semplice della vita. Il nostro ultimo lavoro Swinging In Nothing ha un carattere leggermente più malinconico del primo album ed ha come tema principale“l’ attesa”. Il “dondolare nel niente” presente nel titolo sta ad indicare la fase in cui ci lasciamo alle spalle il passato ma non abbiamo ancora realizzato quello che noi stessi vogliamo per il futuro

3) Cosa pensate dell’importanza dei social media nel mondo musicale ?

I social sono importanti e danno la grande opportunità a chi suona di farsi conoscere da un pubblico molto vasto. Il problema è che questa opportunità viene data a chiunque e quindi si crea anche una forte concorrenza tra artisti emergenti. Quindi rimane sempre molto difficile emergere e soprattutto distinguersi da tutti gli altri per capacità e creatività perchè se a determinare il valore di una band sono i “like” si rischia di lasciare indietro band fortissime per band pessime. Il miglior modo per giudicare una band rimane sempre il live, quindi bisogna andare a vedere le band che suonano dal vivo i loro brani e non seguirle solo su Facebook. 4)

4)Perchè volete fare musica ?

Per esprimerci e perchè è una delle cose più belle e importanti da fare nella vita

5) Il genere che amate? Il genere che odiate? Perche?

Amiamo tanti generi musicali, alla fine siamo 4 musicisti che hanno ascoltato e suonato un po di tutto. Ci piacciono i classici, i gruppi storici come Led Zeppelin, Deep Purple, Pink Floyd, Genesis. Police, Dire Straits. Ci piace il soul di Stevie Wonder e Ray Charles. Ci piace la scena inglese degli anni 90 dalla quale forse abbiamo avuto maggior ispirazione soprattutto per il nuovo lavoro. Un genere che non apprezziamo particolarmente è il Rap, in particolar modo quello italiano degli ultimi anni.

6) Cosa un artista o una band non dovrebbe mai fare ?    

Un artista non dovrebbe mai rinunciare alla sua identità. Secondo noi creare qualcosa significa mandare un messaggio ben preciso. Una cosa di cui ci siamo accorti è che molto spesso chi decide di fare musica lo fa semplicemente per il successo o per i soldi, quasi come un desiderio di rivalsa nella società. Questa cosa oltre che a penalizzare l’artista distrugge anche l’ immagine dell’arte in se. Essere coerenti con quello che si fa è la cosa più importante secondo noi. La cosa da fare secondo noi è esprimere se stessi senza preoccuparsi delle opinioni della gente o di dove si arriva, in questo modo non si creano aspettative e si apprezza maggiormente quello che si fa. Per questo la scelta dell’ inglese, perchè migliora la qualità del nostro prodotto, anche se sappiamo benissimo che in Italia i brani in inglese fatti da italiani non vanno per la maggiore.

7) Il vostro momento più difficile nel vostro percorso musicale

Il momento più difficile è stato Gennaio / Febbraio 2016, quando la band si è sciolta. Ripartire a Ottobre con la nuova formazione non è stato facile. In pratica abbiamo iniziato nuovamente da zero.

A causa di questa fase però la band è più matura nel sound rispetto alla prima formazione, quindi forse è stata anche positiva come esperienza. In questo momento ci sentiamo in fase di crescita e non vediamo l’ora di far uscire un nuovo lavoro.

8) Sogni nel cassetto e progetti per il futuro

Quello che ci piacerebbe fare, come tutte le band, è quello di suonare il più possibile e farci conoscere da un pubblico sempre più vasto. Suonare gli inediti nei locali è sempre più difficile, ma la passione che abbiamo per il nostro progetto non ci fa mollare. Il nostro sogno sarebbe quello di far diventare questo progetto un lavoro vero e proprio ma è veramente dura e inizialmente servono molti soldi da investire (cosa che non abbiamo). Per il futuro abbiamo già quasi pronto un nuovo album che molto probabilmente aspetteremo a far uscire perchè dovrà passare molti esami, sia per quanto riguarda il suono, sia per quanto riguarda gli arrangiamenti.

 

Intervista a cura di Daniela Vandelli – daniela.vandelli@musicalive.online

Written by Music Alive

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