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Intervista a Filosofem

Music Alive | Giugno 21, 2018

1)Ciao Samy racconta ai nostri lettori come hai iniziato il tuo percorso musicale?
Ho iniziato a suonare la chitarra grazie ai miei genitori che mi hanno regalato la prima elettrica a circa 11 anni, ed ammetto che si sono pentiti immediatamente viste le zero capacità nel suonarla…….Allora (beh, un po’ anche adesso, anche se ovviamente dopo tanti anni sono un po’ migliorato) quello che mi interesssava era il suonare il più veloce possibile e con la peggior distorsione che potevo ottenere con il primo ampli da forse 30 w……..Senza pedali ad aiutarmi nell’intento…Probabilmente è per questo che sono diventato un maniaco nel cercare suoni sempre nuovi e pedali/pedaliere particolari……..
A circa 14 anni mi è stata regalata un synth vintage e mi sono messo a studiare anche il piano (con pessimi risultati dal punto di vista del mio insegnante che mi sfavava con solfeggi etc).
Siccome sono sempre stato un appassionato del metal più estremo,ho fato parte di un sacco di progetti dall’età di 16 anni in bands locali, fino al mio primo demo vero e proprio registrato con un 4 piste a bobine, tutto in presa diretta con microfono al centro della saletta (che nostalgia….).Era il demo di un gruppetto GRIND CORE stile primissimi CARCASS,anche perché allora nessuno di noi sapeva suonare sul serio.Era solo inserire il jack, volumi e distorsione a palla e via……Ci chiamavamo DEAD FLESH, testi di patologie mediche come “moda imperante ” del genere all’epoca. Poi registrai il demo con i SINE NOMINE , doom metal epico e rallentatissimo. Dopodiché le cose cominciarono a farsi “più serie”, man mano che le capacità tecniche cominciavano a migliorare un pochino.
Ho praticamente suonato in un sacco di gruppi, mi piace ricordare il grind core dei CALLAGHAN (dove cantavo),i SATAN AND HIS INCREDIBLE BAND, dove suonavo tra gli altri con un amico bassista davvero fuori di testa, e facevamo un misto di rock n roll misto a rumorismo, e poi i gruppi che hanno avuto più seguito negli anni, ovvero VATICAN IMPALERS, con cui suonavamo un black metal velocissimo vicino al grind, e mi fa ridere pensare che ancora adesso, a distanza di più di 25 anni c’è qualcuno che si ricordi di noi e mi dice che eravamo davvero “estremi e malati”.ahahah, lo facevamo per divertirci e basta. Il cantante è ora famoso nell’ambiente come LORD ASTAROTH e canta nei magnifici KURGAALL. Poi con L’AUTUNNO DELL’ELFO, dove suonavamo ballate acustiche con influenze del nord Europa. 3 chitarre e voci.Oltre a me suonavano il maestro di chitarra Carmine Rubicco e Cello, diventato molto conosciuto negli PSYCHOPHAGIST.Tuttora suono i pezzi dal vivo di questo mio gruppo nell’altro mio progetto SEMPRINVERNO. Menzione a parte per altri miei tre progetti solisti,ovvero, in ordine di uscita ANCIENT FOREST, con cui ho registrato un demo di 4 tracce completamente acustico e strumentale (mi ha ispirato completamente il secondo cd dei norvegesi ULVER), dedicato completamente ai luoghi, boschi e cimiteri dell’Ossola, dove ho vissuto per un po’ di tempo.BASTARDS CONSPIRACY (messo su con l’amico bassista pazzo Giulio di cui sopra), musica rumorista ispirata dal POWER NOISE giapponese (alla MERZBOW), con campionamenti presi da film horror e frasi dai processi ai serial killer. Davvero un progetto estremo. LA CANTILENA DELLE ROVINE, con cui facevo musica esoterica rumorista (suonando però gli strumenti i cui suoni modificavo poi in rumori).Questi ultimi due hanno portato a due cd che sono tuttora citati dagli appassionati dei generi, e ne sono veramente orgoglioso.
Ed arriviamo ai giorni nostri, parlando appunto di SEMPRINVERNO, nato appunto come progetto acustico che si sta, da un paio di anni, elettrizzando.Ormai è un progetto personale dove suono tutti gli strumenti voce compresa. Da ballate austiche si sono inserite influenze prettamente gothic metal / rock di bands come ANATHEMA,SENTENCED, KATATONIA.Quando suono dal vivo, ovviamente, propongo versioni acustiche per solo chitarra e voce o piano e voce.Che è la vera antitesi dell’altro mio progetto per il quale mi stai intervistando, ovvero AS A LIFE FADES AWAY.
In questo mio progetto solista suono chitarre acustiche,elettriche e classiche, synth (il mio KORG M1 con cui sono stati registrati i miei dischi preferiti black metal, e che reputo ancora il migliore sul mercato), batteria, basso ed ovviamente voci. Il genere nasce come più o meno SUICIDAL BLACK METAL ispirato, in partenza, dai grandiosi FORGOTTEN TOMB (i veri padri del genere, dove suona il mio amico ALGOL), e soprattutto da BURZUM di FILOSOFEM. In questi giorni esce il primo cd “ABSENCE OF LIGHT” molto vicino a quest’ultimo, con composizioni molto lente e lunghe.Per questo mio progetto ho già registrato il secondo cd “MELANCHOLIA”che uscirà nel tardo autunno, e dove mi sono lasciato andare a tutte le mie influenze senza limitarmi in nulla, e devo dire che è molto diverso dal primo, con molti parti meno metal e più post rock/noise, con canti gregoriani e pezzi sempre lunghi ma molto più senza schemi.Sarà praticamente un concept album ispirato dal film capolavoro omonimo di VON TRIER ma filtrato da un punto di vista che evoca morte e pestilenza.
2)I tuoi brani da cosa nascono e come li sviluppi?
In realtà non ho un modus operandi univoco. A volte mi capita di avere in mente una melodia od un giro di chitarra o tastiere,e siccome sono spesso fuori casa x lavoro registro sul cellulare la melodia di questi e quando torno le registro. Oppure può essere più “ragionato”. A casa ho messo su un piccolo studio di registrazione con tutto ciò che mi serve per registrare, oltre ovviamente agli strumenti. Di solito cerco di sistemare il meno possibile nelle fasi successive, perché voglio che AS A LIFE FADES AWAY rimanga un progetto disturbante e low file, e preferisco che si possano sentire piccoli errori piuttosto che rendorlo “plasticoso”.
3)Cosa pensi dell’importanza dei video nel mondo musicale?
Bella domanda.Si sarà capito che non sono, purtroppo, un giovine. Ho 46 anni e vengo da un genere che, per lo meno ai tempi, veniva condiviso tramite passaparola, tape trading (lo scambio internazionale di demo e dischi su cassetta duplicata) e soprattutto fanzines (le riviste fotocopiate e scritte a mano che venivano inviate per posta.Ho scritto su talmente tante di queste che non ho più il conto). Quando il metal estremo è uscito dalla sua dimensione underground per entrare in progetti più mainstream ed alla luce del sole non nascondo di essere stato tra coloro che hanno storto il naso. Voglio dire, è musica estrema che dovrebbe essere scoperta attraverso la passione comune di persone con gusti simili, non mi piace che molte bands abbiano dovuto scendere a compromessi diventando più commerciali…..Però parto dal presupposto che non vorrei mai che la mia musica diventi un lavoro.Voglio libertà totale su tempi e modalità, poi se qualcuno vorrà ascoltarla sarò davvero grato, se no fa nulla.
I social media penso siano la via di mezzo, il punto di contatto tra la possibilità di farla scoprire più facilmente ma solo se si ha la volontà di farlo da parte dei possibili fruitori.
Quindi totalmente favorevole se i promotori sono degli appassionati e gli ascoltatori (od in questo caso i lettori) hanno la curiosità di ascoltare/leggere con calma.
4)Perché vuoi fare musica?
Come detto, per me stesso e per condividere con chi ha la stessa passione per un genere/movimento: Come tutte le forme artistiche, per me è un modo di esprimermi, come potrebbe essere comporre poesie o dipingere.
5)Il genere che ami? Perché? Che tipo di emozioni vuoi dare con la tua musica?
Amo prima di tutto la libertà. Il non avere schemi e non far parte di disegni di qualcun altro. Faccio un esempio. Amo principalmente il metal come si sarà capito, ma non mai voluto appartenere alla scena, al “giro che conta”. Ho sempre odiato “il metallaro medio”, colui che si adegua a chi frequenta, colui che esteticamente e nella ricerca personale si uniforma invece di seguire il proprio cuore andando magari fuori dagli schemi per paura di non essere accettato per questo. Da sempre vado a concerti metal magari con una maglia di topolino colorata in una massa di vestiti neri. Sono completamente tatuato e pieno di piercing ma mi piace lavorare in giacca e cravatta.Penso di essere una persona “estrema” in fatto di gusti e coerenza, ma se vedo un film magari mi commuovo e piango come un bambino. Ecco, mi piace essere coerente in questa incoerenza simbolica.
6)Cosa un’artista o una band non dovrebbe mai fare?
Ovviamente devo lavorare, in primis. Sono interior designer. E questo mi porta via molto tempo ma mi ritengo fortunato perché amo il mio lavoro.Nel tempo che mi resta mi dedico alle mie passioni, ovvero ovviamente la musica, la pesca e la natura. Ero appassionato di trekking estremo, ma a causa di un brutto incidente in modo di anni fa devo stare un po’ più tranquillo ora. Ah, amo estremamente viaggiare.
7)Il tuo momento più difficile nel  percorso musicale?
Partendo dal presupposto che come dicevo compongo e suono principalmente per me stesso (ma ribadisco che è sempre un piacere parlare con chi mi ascolta e capire cosa ha trovato in questa, le impressioni e sensazioni), non ho mai attraversato, musicalmente, momenti difficili. Semplicemente se ho ispirazione compongo, se no passo…… mi trovo nella situazione di non avere grandi etichette che mettono grossa pressione per far uscire un prodotto. La difficoltà maggiore magari era ai tempi non avere grande strumentazione per buttar in musica quella che era un’idea.
8)Sogni nel cassetto e progetti per il futuro?
Sogni nel cassetto? Parlando di musica continuare ad aver la libertà artistica di cui godo ora senza pressioni. I prossimi passi saranno l’uscita a giorni del primo disco, ad ottobre uscirà il secondo, che deve essere solo post prodotto. In mezzo mi metterò alla registrazione del cd dell’altro mio progetto SEMPRINVERNO, dopodiché comincerò a registrare il terzo cd di AS A LIFE FADES AWAY, ho già buttato giù qualche idea, e nelle mie intenzioni dovrebbe contenere un’unica canzone sui 50 minuti, e sarà ancora più diverso da “MELANCHOLIA” di cui abbiamo parlato prima……….
Ne approfitto per ringraziarti per lo spazio che mi stai e state dedicando, e tutti coloro che leggeranno quest’intervista ed ascolteranno i miei pezzi.
Grazie a tutti.
A cura di Daniela Vandelli

bty

Written by Music Alive

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